società sportive

Società sportive senza lucro

Lo Stato Italiano ci ripensa. Le attività delle società sportive dilettantistiche non potranno  più essere costituite ed esercitate con scopo di lucro.

L’art. 13 del decreto Dignità cancella completamente quanto previsto dalla legge di Bilancio 2018, abrogando tutta la disciplina delle società sportive dilettantistiche lucrative (SSDL).

Questo comporta l’azzeramento dei vantaggi previsti appunto dalla  legge di Bilancio e che avrebbe sicuramente dato una svolta epocale al mondo dello sport amatoriale.

Agevolazioni IVA ed IRES

Vengono completamente meno tutte le previsioni, quindi anche quelle fiscali, che avrebbero assoggettato le SSDL ad una aliquota ridotta IRES del 12% e ad una IVA del 10%.
La previsione era valida per tutti i servizi di carattere sportivo resi appunto dalle SSDL riconosciute dal CONI, in favore dei praticanti l’attività sportiva in impianti gestiti da tali società.

CoCoCo e SSDL

Un altro importantissimo cambiamento avverrà nei rapporti di lavoro nelle società sportive, essendo pure abrogata la possibilità di accedere alle collaborazioni coordinate e continuative.
Secondo la legge di Bilancio infatti le SSDL per le loro collaborazioni non avrebbero avuto obblighi di “subordinazione” quindi avrebbero goduto di una importante esenzione, potendo così ricorrere agli ormai preistorici contratti di collaborazione coordinata e continuativa.
L’abrogazione ha di fatto anche esonerato il CONI dal compito di individuare tutte quelle prestazioni rientranti nel perimetro del beneficio normativo.

Che succede ora?

Ed ora, il problema, sarà di chi in questi mesi aveva costituito una SSDL, trasformandola magari dopo tanti sacrifici da una SSD o addirittura da una ASD.
Venendo a mancare il godimento della riduzione dell’aliquota IVA dal 22% al 10% sulle attività delle società sportive, innegabile vantaggio in termini di risparmio fiscale, occorrerà pensare immediatamente ad un radicale cambiamento.
Ultima considerazione, il decreto non è intervenuto sul precedente allargamento della quota di esenzione IRPEF per i premi e le collaborazioni in favore delle società sportive che la legge di Bilancio 2018 aveva innalzato dai precedenti 7,500 euro a 10,000. Pertanto possiamo dire che tutte le indennità, i rimborsi forfettari ed i premi e compensi di cui all’art. 67, lettera m, TUIR, rimangono confermate in esenzione totale di imposta fino a 10,000 euro.
Please follow and like us:
Posted in Aziende, Calcio & Sport, Imposte Dirette, IVA and tagged , , , , , , .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.