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La Comunicazione Dati IVA 2016

Come ogni anno entro il 29 febbraio 2016 (il 28 scadenza originaria cade di domenica) i contribuenti titolari di P. IVA sono obbligati, fatta salva un’eccezione, a presentare la Comunicazione dati IVA.

La Comunicazione Dati IVA rispetta quanto previsto dall’art. 252 della Direttiva 2006/112/UE, circa l’obbligo di fornire le informazioni relative alle operazioni attive e passive effettuate dai contribuenti entro il secondo mese successivo al termine del periodo d’imposta (quindi 28/2), ciò al fine di calcolare le risorse che competono all’UE. Pertanto, se ai più appare come un adempimento del tutto inutile poiché i dati comunicati e riassunti nella Comunicazione dati IVA vengono poi inglobati nella dichiarazione IVA, in realtà tale adempimento è un obbligo comunitario.

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Apertura Partita Iva e regimi agevolati

Il nuovo regime

 L’art. 9 del D.d.L. della Finanziaria 2015 introduce un nuovo regime riservato ai soggetti di minori dimensioni, destinato a sostituire gli attuali regimi esistenti, a decorrere dal 2015.

Il nuovo regime, denominato “Regime fiscale agevolato per lavoratori autonomi” o regime forfetario, prevede in breve:

  • la determinazione particolarmente semplificata del reddito, attraverso l’applicazione di un coefficiente di redditività ai ricavi/compensi. Non è pertanto riconosciuta la deduzione analitica dei costi/spese;
  • l’assoggettamento di tale reddito ad un’imposta sostitutiva dell’IRPEF, delle addizionali IRPEF e dell’IRAP;
  • l’introduzione di un regime agevolato anche ai fini contributivi;
  • adempimenti semplificati, confermando sostanzialmente le disposizioni vigenti nell’attuale regime dei minimi.

 Si evidenzia che il regime in esame non è riservato alle nuove iniziative ma riguarda tutte le persone fisiche che svolgono un’attività d’impresa/lavoro autonomo e che rispettano i requisiti richiesti relativamente ai ricavi/compensi e alla “struttura minimale”.

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IVA: Detrazione auto

Ai fini IVA, con la Legge n. 244/2007 è stato regolamentato il diritto ad esercitare la detrazione dell’imposta relativa all’acquisto dei veicoli a motore, compresi i carburanti, lubrificanti e servizi d’impiego, al fine di adeguare l’ordinamento italiano a quello europeo.
In particolare, in seguito alla modifica dell’art. 19-bis1, D.P.R. n. 633/1972, un veicolo stradale a motore può essere considerato strumentale ai fini IVA (imposta interamente detraibile), ma allo stesso tempo soggetto a limitazioni fiscali ai fini delle imposte sui redditi.
Sull’argomento è intervenuta recentemente la Direzione regionale delle Lombardia che in risposta ad un interpello ha negato l’integrale detrazione dell’Iva relativa a veicoli concessi in uso promiscuo all’amministratore.

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Acconto Iva: esempi di calcolo

Come di consueto, entro il prossimo 27.12 va effettuato il versamento dell'acconto IVA. Il versamento dell’acconto IVA, previsto dall’art. 6 della L. n. 405/1990 (Finanziaria 1991), costituisce, come chiarito nella Circolare n. 52/E del 3/12/1991 un anticipo del versamento d’imposta relativo all’esercizio in corso (2013), dovuto dai soggetti obbligati agli adempimenti di liquidazione e versamento periodico dell’IVA, in particolare, dai soggetti che effettuano:

  • liquidazioni e versamenti mensili dell’IVA, ex art. 1, D.P.R. n. 100/1998;
  • liquidazioni e versamenti trimestrali dell’IVA, ex art. 7, D.P.R. n. 542/1999 e art. 74, co. 4, D.P.R. n. 633/1972.

L’acconto IVA può essere determinato applicando uno dei seguenti tre metodi:

  • metodo storico;
  • metodo previsionale;
  • metodo delle operazioni effettuate o analitico (o “metodo della pre-liquidazione”)

Vediamo con una serie si esempi come avviene il calcolo dell’importo dovuto.

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