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Imprese: incentivi investimenti produttivi

Sono varie e variegate le agevolazioni rivolte alle imprese che effettuano investimenti produttivi. Un fiume di norme tra cui è necessario orientarsi per poter pianificare in maniera efficiente la politica degli investimenti.

Con l’approvazione del D.L. destinazione Italia (D.L. 145/2013) e del D.L. del fare (D.L. 69/2013) sono state approvate varie misure rivolte ad incentivare gli investimenti delle imprese.

Assumono particolare rilevanza:
- il credito d’imposta per gli investimenti in R&S (ancora inefficace in quanto privo del Decreto attuativo);
- la “Nuova Sabatini” finalizzata ad agevolare gli investimenti (anche mediante operazioni di leasing finanziario) in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché investimenti in hardware, software e tecnologie digitali;
- misure finalizzate a favorire la digitalizzazione e la connettività delle aziende (anche in questo caso manca il Decreto attuativo).
Nel proseguo esamineremo le principali caratteristiche dei suddetti interventi legislativi.

CREDITO D'IMPOSTA R&S. Il c.d. Decreto “Destinazione Italia” (D.L. 145/2013) ha previsto un bonus per la ricerca in forma di credito d'imposta.
Nell’iter di conversione del Decreto, culminato con l’approvazione della L. 9/2014, il credito di imposta a sostegno degli investimenti in ricerca e sviluppo delle imprese nazionali ha subito correttivi e integrazioni.

  • AMBITO SOGGETTIVO - Il credito d'imposta è riconosciuto a tutte le imprese con un fatturato annuo inferiore a 500 milioni di euro (disposizione introdotta in sede di conversione). Non sono previsti ulteriori limiti soggettivi per l’ottenimento dell’agevolazione. A nulla rileva né la forma giuridica del beneficiario, né il settore economico in cui opera, né il regime contabile adottato. In sede di conversione in legge è stata ampliata la tipologia di soggetti beneficiari, che ora comprende anche i consorzi e le reti di impresa che effettuano attività di ricerca, sviluppo e innovazione. In tal caso, il credito d’imposta è ripartito secondo criteri proporzionali che tengono conto della partecipazione di ciascuna impresa alle spese. L’individuazione delle modalità operative, della decorrenza, delle cause di decadenza e revoca, nonché di restituzione dell’importo indebitamente fruito dell’agevolazione in esame è demandata a un Decreto di prossima emanazione
  • AMMONTARE DEL CREDITO D'IMPOSTA - Il credito d'imposta è fruibile nel limite del 50% degli incrementi annuali di spesa nelle attività di ricerca e sviluppo, registrati in ciascuno dei periodi
    d'imposta agevolati (determinati con D.M. e comunque entro il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2016). Da tener ben presente che sussiste un tetto minimo di spesa: le spese per attività di ricerca e sviluppo devono ammontare almeno a euro 50.000 in ciascuno dei periodi di imposta agevolati. Il credito potrà essere concesso fino ad un importo massimo annuale di 2,5
    milioni di euro per ciascuna impresa e nel limite complessivo delle risorse stanziate di euro 600 milioni per il triennio 2014-2016.
  • LE SPESE AGEVOLABILI - Sono agevolabili le spese sostenute per le seguenti attività di ricerca e sviluppo (compresa la creazione di nuovi brevetti):
    a) lavori sperimentali o teorici aventi come finalità principale l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e fatti osservabili, senza la previsione di applicazioni/utilizzazioni pratiche dirette;
    b) ricerca pianificata o indagini critiche dirette ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare al fine di mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi ovvero di migliorare prodotti, processi o servizi esistenti o la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale;
    c) acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzazione di conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale al fine di produrre progetti, piani o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati;
    d) produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, purché non impiegati/trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.
    In riferimento alle suddette attività, le spese per le quali è riconosciuto il credito d’imposta in esame sono quelle relative:
    1. al personale impiegato nell’attività di ricerca e sviluppo; il generico riferimento al "personale" impiegato fa suppore (necessaria la conferma) che sia ricompreso il costo del lavoro non solo dei lavoratori dipendenti ma anche quello di tutte le altre figure professionali riconducibili a rapporti di lavoro autonomo e parasubordinato comunque impegnati nelle attività di R&S;
    2. alle quote di ammortamento delle spese di acquisizione/utilizzazione di strumenti ed attrezzature di laboratorio, nei limiti dell’importo ottenuto applicando i coefficienti di cui al D.M. 31.12.88, e comunque con costo unitario non inferiore a € 2.000 (al netto IVA);
    3. i costi della ricerca svolta in collaborazione con Università e organismi di ricerca;
    4. le competenze tecniche e i brevetti acquisiti/ottenuti in licenza da fonti esterne.
  • LE PROCEDURE OPERATIVE - Per l’ottenimento del credito d’imposta in questione, le imprese interessate dovranno presentare un'istanza telematica, le cui modalità tecniche, come precedentemente accennato, saranno determinate dal Ministero dello Sviluppo Economico con apposito decreto.

Il citato Decreto, oltre a stabilire le modalità di presentazione dell’istanza, definirà tutte le necessarie disposizioni applicative, comprese le modalità di iscrizione delle spese in bilancio, di verifica e controllo dell'effettività delle spese sostenute e della loro coerenza con le previsioni normative, nonché le cause di decadenza e revoca del beneficio, le modalità di restituzione dell'importo di cui l'impresa ha fruito indebitamente e le eventuali relative maggiorazioni.
Le disposizioni normative in commento stabiliscono i necessari controlli da effettuare attraverso la procedura telematica:
- una di verifica ex ante sulla conformità delle spese di ricerca e sviluppo che le imprese beneficiarie sostengono;
- una verifica ex post sull'effettiva entità delle spese sostenute.
Qualora le spese effettivamente sostenute risultassero inferiori di oltre il 20% rispetto a quelle dichiarate, la misura dell'agevolazione sarà ridotta dal 50% al 40%, sempre che permanga il requisito della spesa incrementale.
Il credito d’imposta per le attività di R&S va indicato nel modello UNICO relativo al periodo d’imposta nel corso del quale lo stesso è maturato; non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile IRAP, non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi ex artt. 61 e 109 TUIR, ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione.

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