Gli Acquisti Intracomunitari

Requisiti e fattispecie

Uno dei principali vantaggi delle operazioni intracomunitarie è l’allargamento degli orizzonti aziendali alla ricerca di mercati più concorrenziali. Mercati, soprattutto intracomunitari, dove poter vendere con più facilità e dove poter anche acquistare a condizioni più vantaggiose.
La normativa IVA, contenuta nel D.L. 331/1993, prevede una semplice regola per contabilizzare queste operazioni: la doppia registrazione.
Partiamo dai 4 requisiti principali per configurare come intracomunitarie le operazioni in essere:
  • L’operazione deve essere a titolo oneroso ed avere oggetto un bene materiale mobile;
  • Deve essere un acquisto o un altro diritto reale sul bene;
  • Ci deve essere uno spostamento effettivo, fisico, del bene, con partenza da uno stato membro ed arrivo in Italia, non importa il tipo di trasporto;
  • Le parti devono essere inquadrate come “operatori economici” UE.

Quindi, tutte le operazioni che non rispondono a tutti questi 4 requisiti, non sono da considerarsi intracomunitarie.

A titolo di esempio: gli acquisti/locazioni di beni immobili, gli acquisti di beni immateriali non fisicamente trasferibili o l’acquisto di beni mobili a titolo gratuito.

L’operatività contabile

Nella pratica, qualora l’operazione rientri nei 4 requisiti già menzionati, l’azienda italiana dovrà registrare l’operazione di acquisto applicando l’aliquota IVA nazionale su quel tipo di bene, andando ovviamente anche ad integrare la registrazione in caso di parziale o totale indetraibilità. La stessa poi, va annotata anche nel registro delle fatture di vendita, ma solo ai fini IVA e sempre alla stessa aliquota nazionale.

Il consiglio è di adottare un registro IVA vendite aggiuntivo destinato solo ed esclusivamente queste operazioni. Primo, perché le stesse possano cosi essere riepilogate in maniera più concentrata; secondo, perché il registro IVA vendite principale resterà in questo modo circoscritto alle reali operazioni di vendita e quindi al fatturato.

La ratio

Questa procedura contabile nasce proprio in virtù del fatto che l’operatore economico italiano sia soggetto passivo di se stesso nei confronti dell’IVA e quindi del suo relativo versamento.

Cioè, in caso di acquisto di un bene intracomunitario, come ben sappiamo, la fattura non avrà esposta l’IVA dell’operatore UE che l’ha emessa, ma sarà netta ed il pagamento avverrà altresì al netto dell’IVA.

Ora, nel caso di un bene che normalmente ha una IVA detraibile (ad esempio un computer), il fatto di registrare l’IVA sia sul registro acquisti che su quello delle vendite porta ad una neutralizzazione completa dell’imposta. Ciò che di fatto accade in un acquisto nazionale con la differenza che pagando l’IVA al venditore di fatto, ci troviamo a credito nei confronti del fisco.

Andiamo invece al caso di un bene con parziale/totale indetraibilità. In questa fattispecie, l’azienda registra la fattura nel registro acquisti, contabilizzando l’IVA solo per la parte detraibile, mentre nel registro vendite la stessa andrà indicata al valore intero. Questo comporterà un versamento allo Stato dell’effettivo importo dell’IVA non detraibile e perciò avremo adempiuto in maniera corretta alla normativa UE.

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