Carburanti: al via la fattura elettronica

Ci siamo! Dal 1° luglio 2018, per poter recuperare l’IVA e continuare a dedurre i costi del carburante, occorrerà pagare il proprio rifornimento con una carta di credito o con un bancomat e bisognerà chiedere la fattura elettronica, che di fatto sostituirà la scheda carburante, abolita dalla recente legge di Bilancio 2018. Da questa data anche la stazione di servizio è obbligata alla memorizzazione elettronica ed alla trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi.

Tutto in linea con i principi del Consiglio europeo che, per il periodo tra il 1° luglio 2018 e il 31 dicembre 2021, ha dato il via libera allo Stato italiano ad accettare i soli documenti in formato elettronico. Restando di fatto ancora temporaneamente esonerati i privati cittadini ed i contribuenti in regimi forfetari.

Pagamento tracciabile

Abbiamo affermato che la prima regola è che il proprio pieno venga pagato non in contanti.
Ai fini della detraibilità dell’IVA e della deduzione del costo è infatti indispensabile l’utilizzo di mezzi di pagamento diversi dal denaro contante. Quindi mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione previsto dall’art. 7, comma 6, D.P.R. n. 605/1973.
In pratica, l’Agenzia ha disposto che, ai fini della detrazione dell’IVA e della deducibilità delle spese per l’acquisto di carburanti e lubrificanti per autotrazione, si considerano idonei  tutti i mezzi di pagamento esistenti diversi dal denaro contante.
Non solo, quindi, gli assegni, bancari e postali, circolari e non, i vaglia cambiari e postali, ma anche i mezzi di pagamento elettronici, come l’addebito diretto, il bonifico bancario o postale e il bollettino postale, oltre alle carte di debito di credito. Anche se l’utilizzo di parecchi dei suddetti metodi appare abbastanza ilare.

Fattura elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi

La fattura elettronica è la seconda “conditio sine qua non” e presuppone che l’acquirente sia un soggetto passivo IVA che appunto acquista il carburante nell’esercizio d’impresa, arte o professione.
L’effetto è l’abolizione della scheda carburante, mentre l’esonero della certificazione fiscale dei corrispettivi prevista per gli acquisti posti in essere al di fuori dell’attività economica implica che gli stessi siano memorizzati elettronicamente e trasmessi per via telematica all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a partire dal 1° luglio 2018.
Tuttavia, il provvedimento congiunto dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli n. 106701 del 28 maggio 2018 ha stabilito che l’adempimento è obbligatorio, dal 1° luglio 2018, per le sole cessioni di benzina e gasolio effettuate dagli operatori che gestiscono impianti di distribuzione stradale di benzina e gasolio ad elevata automazione, in cui il rifornimento avviene unicamente in modalità self service prepagato muniti di sistemi automatizzati di telerilevazione dei dati di impianto, di terminali per il pagamento tramite accettatori di banconote e moneta elettronica e di sistemi informatici per la gestione in remoto dei dati di carico e di scarico delle quantità di carburante.
Con un successivo provvedimento, l’adempimento sarà progressivamente esteso, sino al termine del 1° gennaio 2020, a tutte le ulteriori categorie di soggetti passivi che effettuano cessioni di carburanti.
Inoltre, ad esempio, se un soggetto IVA acquista carburante  per il proprio veicolo aziendale e, contestualmente, fa eseguire un intervento (di pulizia o manutenzione che sia), oppure magari acquisti beni/servizi di altra tipologia pure non legati prettamente al veicolo, la fattura che documenta cumulativamente tali operazioni deve necessariamente essere rilasciata in forma elettronica.
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