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Reverse charge - Estensione alle cessioni di laptop, tablet e console da gioco - Novità del DLgs. 24/2016

 

L'Agenzia delle Entrate, con circolare 25.5.2016 n. 21, ha delimitato l'ambito applicativo del reverse charge per le cessioni di console da gioco, tablet e laptop alla sola fase di commercializzazione che precede la vendita al dettaglio.
In sostanza, sono escluse dalla speciale disciplina (e l'IVA si applica secondo le modalità ordinarie) le cessioni effettuate nei confronti di acquirenti che sono utilizzatori finali del prodotto.
Secondo questo criterio, ad esempio, la cessione di un tablet ad un professionista che lo utilizza nella propria attività non è soggetta a reverse charge, trattandosi di una vendita che avviene nella fase del dettaglio.
Sotto il profilo oggettivo, le nuove disposizioni si applicano a tutti i beni che, indipendentemente dalla loro denominazione commerciale, presentano la stessa qualità commerciale di console da gioco, tablet e laptop, le stesse caratteristiche nonché lo stesso codice di Nomenclatura combinata.
L'Agenzia delle Entrate chiarisce, infine, che non vi sarà l'applicazione di sanzioni per eventuali violazioni commesse dal momento in cui la norma ha esplicato efficacia (2.5.2016) alla data di pubblicazione della circolare 25.5.2016 n. 21.

Super-ammortamenti - Maggiorazione del 40% del costo di acquisizione

Chiarimenti ufficiali (circ. Agenzia Entrate 26.5.2016 n. 23)

Con circ. 26.5.2016 n. 23 l'Agenzia delle Entrate ha fornito le indicazioni in merito alle modalità applicative dei c.d. "super-ammortamenti" di cui all'art.1 co. 91 - 94 e 97 della L. 208/2015 (legge di stabilità 2016). Tra i principali chiarimenti, si segnalano i seguenti:

- possono beneficiare dell'agevolazione gli esercenti arti e professioni anche in forma associata, le stabili organizzazioni in Italia e gli enti non commerciali per quanto riguarda l'attività commerciale eventualmente esercitata;
- il beneficio spetta, oltre che per l'acquisto dei beni da terzi in proprietà o in leasing, anche per la realizzazione degli stessi in economia o mediante contratto di appalto;
- sono esclusi i beni autonomamente destinati alla vendita (c.d. beni merce), quelli trasformati o assemblati per l'ottenimento di prodotti destinati alla vendita, nonché i materiali di consumo;
- con riguardo ai beni complessi alla realizzazione dei quali abbiano concorso anche beni usati, il requisito della "novità" sussiste in relazione all'intero bene, purché l'entità del costo relativo ai beni usati non sia prevalente rispetto al costo complessivamente sostenuto;
- sono agevolabili le spese sostenute per migliorie su beni non di proprietà dell'impresa iscritte tra le "Immobilizzazioni materiali", essendo beni che hanno una loro individualità e autonoma funzionalità.

La Comunicazione Dati IVA 2016

Come ogni anno entro il 29 febbraio 2016 (il 28 scadenza originaria cade di domenica) i contribuenti titolari di P. IVA sono obbligati, fatta salva un’eccezione, a presentare la Comunicazione dati IVA.

La Comunicazione Dati IVA rispetta quanto previsto dall’art. 252 della Direttiva 2006/112/UE, circa l’obbligo di fornire le informazioni relative alle operazioni attive e passive effettuate dai contribuenti entro il secondo mese successivo al termine del periodo d’imposta (quindi 28/2), ciò al fine di calcolare le risorse che competono all’UE. Pertanto, se ai più appare come un adempimento del tutto inutile poiché i dati comunicati e riassunti nella Comunicazione dati IVA vengono poi inglobati nella dichiarazione IVA, in realtà tale adempimento è un obbligo comunitario.

Leggi tutto: La Comunicazione Dati IVA 2016

FORFETTARI: AUMENTO DEL LIMITE DEI RICAVI

Premessa – Nella bozza della Legge di Stabilità 2016 vengono introdotti dei nuovi limiti di ricavi per il regime forfettario aumentando le attuali soglie (diversificati sulla base dell’attività svolta) con un incremento di 10.000 euro per tutti che diventa di 15.000 euro per i professionisti aumentando così il limite per questi ultimi a 30.000 euro. 

Regime forfettario - Il regime forfetario è stato istituito dall’articolo 1, nei commi da 54 ad 89, Legge di Stabilità 2015. Ai sensi del comma 54, possono accedere al regime i soggetti che nell’anno precedente abbiano rispettato quattro condizioni corrispondenti a: ricavi e compensi; spese per l’impiego di lavoratori; costo complessivo dei beni strumentali; prevalenza dell’attività autonoma su quella di lavoro dipendente (in alcune ipotesi tale condizione non va verificata). 

Limite dei ricavi – In particolare la possibilità di accedere al regime forfetario è riservata alle persone fisiche esercenti attività di impresa, arte o professione che, nell’anno solare precedente, hanno conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a determinate soglie che variano a seconda del codice ATECO 2007 relativo all’attività d’impresa o professionale esercitata. Le diverse soglie tengono conto della diversa redditività dei settori economici, e variano limite compreso tra € 15.000 ed € 40.000. I ricavi e compensi rilevanti ai fini della determinazione del limite per gli imprenditori individuali sono quelli individuati negli articoli 57 e 85, TUIR mentre per gli esercenti arti e professioni sono quelli individuati nell’articolo 54, TUIR. 

Legge di stabilità 2015 – Nella bozza della Legge di Stabilità 2015 viene previsto che gli attuali “livelli” di ricavi saranno aumentati di 10.000 euro per tutti, tranne che per i professionisti per i quali l’aumento sarà di 15.000 euro. Questi ultimi, dunque, arriveranno a 30.000 euro. 

Reddito da lavoro dipendente – Inoltre secondo la lettera d) del comma 54, introdotta nell’iter di approvazione della Legge di Stabilità 2015, possono accedere al nuovo regime i contribuenti che nell’anno precedente abbiano conseguito redditi d’impresa, di lavoro autonomo in misura prevalente rispetto a quelli eventualmente percepiti come redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. Tale verifica non va effettuata nei casi in cui il rapporto di lavoro sia cessato oppure che la somma dei redditi d’impresa, o di lavoro autonomo e di lavoro dipendente o assimilato non ecceda l’importo di € 20.000. In questi due casi, quindi, i contribuenti possono comunque accedere al regime, purché rispettino gli altri requisiti, senza dover verificare la prevalenza. Ebbene con la legge di stabilità 2016 viene estesa la possibilità di accesso al regime forfettario ai lavoratori dipendenti e pensionati che hanno anche un’attività in proprio a condizione che il loro reddito da lavoro dipendente o da pensione non superi i 30.000 euro. 
Regime dei minimi – Per quanto riguarda infine il regime dei minimi (prorogato dal D.L. n. 192/2014, - Decreto “Milleproroghe” - fino a fine 2015), secondo quanto previsto dalla bozza della legge di stabilità 2016 questo confluisce nel regime forfettario diventando il regime delle start up che potrà essere conservato per i primi cinque anni di attività sempre con aliquota dell’imposta sostitutiva pari al 5%.

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